(Post scritto solo perché Alberto Albrigi senza il contenuto quotidiano rischiava di disiscriversi dal social
)
Fare offerte è come salare l’acqua della pasta: se lo fai nel momento giusto, con la giusta quantità, ottieni qualcosa di buono. Ma se sbagli tempi o dosi… diventa un disastro.
Ecco il problema: oggi molti hotel non fanno strategie promozionali e vanno nel panico.
Occupazione bassa? Boom
: sconto al 20%.
Prenotazioni ferme? Via con la promo “solo oggi” (che poi è visibile tutto il mese).
Ma fare promo a caso è come giocare a freccette bendati: ogni tanto colpisci il bersaglio, ma più spesso fai danni.
Facciamo un po’ di ordine. Una promo ben fatta dovrebbe:
1 – Avere un obiettivo chiaro
Vuoi stimolare prenotazioni anticipate? Riempire i buchi sotto data? Portare traffico sul sito?
2 – Essere mirata su un pubblico preciso
Promo per chi? Clienti fedeli, nuovi utenti, famiglie, lavoratori, last minute…
Se è “per tutti”, probabilmente non è per nessuno.
3 – Essere tracciabile
Se non sai da dove arrivano le prenotazioni, non è una promo. È un atto di fede.
4 – Avere un messaggio coerente
Uno sconto è uno sconto. Un pacchetto è un pacchetto. Un benefit è un benefit.
Mescolare tutto crea solo confusione.
5 – Evitare di cannibalizzare la BAR
Fai attenzione: se la promo entra in conflitto con la tariffa standard, rovini l’intero equilibrio. Il rischio? I clienti più propensi a spendere… spenderanno meno.
Strategia o disperazione? Ecco come riconoscerla
1 – Se crei la promo a tavola con lo chef, a fine servizio, perché “manca gente”… è disperazione.
2 – Se ti serve ogni mese, per riempire ogni buco, senza sapere se funziona… è disperazione.
3 – Se è pensata sulla base di uno storico, con target e canali specifici, è strategia.
Questo post è volutamente ironico, ma come sempre con un fondo di verità.
Le promo possono essere un’arma potente… oppure un boomerang.
E tu?
Hai mai fatto una promo che ha funzionato davvero?
Oppure ne hai lanciate 5 in una settimana senza sapere perché?

