(ovvero: l’arte di camminare sul filo tra genio e disastro)
In hotel il “tutto esaurito” è il sogno di tutti. Ma quando si entra nel magico mondo dell’overbooking controllato, il sogno può diventare un incubo con un colpo di telefono.
L’idea di base è semplice: vendere qualche camera in più rispetto alla disponibilità reale, contando su cancellazioni e no-show fisiologici. Fatto bene, ti garantisce occupazione massima e margini pieni. Fatto male… ti ritrovi a mandare ospiti in un altro hotel alle 23, col sorriso stampato e un conto in più da pagare.
Quando è strategia (e funziona):
1 – Conosci il tuo no-show rate e le cancellazioni medie per periodo.
2 – Hai dati storici solidi, non sensazioni.
3 – Scegli tu quando rischiare: alta domanda, eventi in città, periodi caldi.
4 – Hai già pronte le “soluzioni di emergenza” per ricollocare eventuali ospiti.
Quando diventa un suicidio commerciale:
1 – Lo fai “a occhio” perché “tanto l’anno scorso hanno cancellato in tanti”.
2 – Non hai accordi con altre strutture per gestire gli over.
3 – Usi l’overbooking per tappare buchi di pianificazione, invece che come strategia.
4 – Lo applichi indiscriminatamente.
Ma come lo faccio
E dai, fai un po’ di sforzo, chiedi a Google.
Consiglio, in giro trovi una formula banale:
Camere in over = N. Cancellazioni + N. No-Show
Ne trovi anche una più “evoluta” che ti dice di applicare al risultato sopra una % di “sicurezza”.
Quelli bravi riescono a fare calcoli statistici fantascientifici tirando in ballo anche le binomiali. Ma noi restiamo umili.
Io ti aggiungo un’altra info, se devi gestire l’overbooking cerca di non farlo sull’unica Suite che hai perché poi i guai te li cerchi.
Meglio farlo sulla camera base.
La verità è che l’overbooking è come la nitroglicerina: piccole dosi, mani ferme e nessun improvvisato in cabina di comando. È un’arma potente, ma in mani sbagliate può esplodere… in faccia.
E tu? Usi l’overbooking in modo strategico o lo eviti come la peste?

