Nel revenue management, tutti parlano di tariffe dinamiche, prezzi medi, RevPAR…
Ma pochi si soffermano sul placement, inteso come la gestione strategica di prezzi, disponibilità e condizioni su tutti i tuoi canali di vendita.
Che cos’è davvero il placement?
Non è solo “a quanto vendo”.
È dove, come, quando e con che regole vendi.
E vuol dire saper rispondere a una domanda semplice:
Su ogni canale sto vendendo al prezzo giusto, alle condizioni giuste, al target giusto?
Placement è (anche) questo:
-> Analisi dei dati:
Studiare trend di prenotazione, comportamento dei clienti, concorrenza, stagionalità, domanda prevista.
-> Selezione dei canali:
Capire quali canali funzionano davvero. Non è detto che più portali significhi più vendite: conta quanto costano e chi portano.
-> Gestione delle tariffe:
Tariffe dinamiche adattate a domanda reale, competitor e stagionalità.
Alzare quando serve. Ma anche saper spingere quando serve incentivare.
-> Controllo disponibilità:
Bilanciare camere su OTA, sito diretto, agenzie tradizionali. Evitare overbooking (o peggio: invenduto).
-> Restrizioni e condizioni:
Soggiorni minimi, politiche di cancellazione, garanzie. Non sono dettagli: sono leve di revenue.
Placement ≠ buttare tutto online e sperare
Fare placement bene significa:
-> Usare RMS e channel manager con criterio
-> Monitorare i canali con regolarità
-> Chiudere quando serve (stop sale)
-> Aprire quando conviene
-> Spostare disponibilità da un canale all’altro per proteggere margini
In pratica:
Il placement è un processo continuo, non un foglio Excel fatto a marzo per tutta la stagione.
Va misurato, rivisto, corretto.
E soprattutto, va spiegato bene anche a chi pensa:
“Vabbè, vendiamo ovunque e qualcosa arriva.”
(Post volutamente tecnico, ma un po’ provocatorio: perché vendere tutto, ovunque, senza criterio, è la strada più breve per regalare margini a chi non li merita.)
-> E tu? Gestisci davvero il placement in modo strategico o lo subisci?

