“Attiva la tariffa mobile: +22% di prenotazioni!”
Te lo ripetono come un mantra.
Ma siamo sicuri che funzioni davvero così?
O è solo l’ennesima leva per regalare sconti… senza strategia?
Per chi non lo sapesse (pochissimi):
Booking ti suggerisce di attivare uno sconto riservato a chi prenota da dispositivi mobili.
In cambio — dice Booking — la tua struttura avrà più visibilità su smartphone, dove ormai arriva la maggior parte del traffico.
Opportunità o boomerang?
Sulla carta ha senso:
1- Raggiungi chi prenota in movimento.
2- Incentivi la prenotazione diretta da mobile.
3- Ti differenzi dai competitor che non l’attivano.
Ma la realtà qual è?
1- Spesso diventa uno sconto automatico, usato da clienti che avrebbero prenotato comunque.
2- È difficile misurare se le prenotazioni “extra” siano davvero incrementali o solo scontate inutilmente.
3- Pochissimi allineano la strategia mobile con un funnel diretto: il cliente mobile potrebbe prenotare dal tuo sito, se lo educassi bene.
Come usarla (con testa)
1- Monitora le prenotazioni mobile prima e dopo l’attivazione: l’aumento è reale o solo percepito?
2- Fai A/B test: attivala per periodi mirati, non per tutta la stagionalità.
3- Costruisci un funnel diretto per il mobile: sito ottimizzato, offerte riservate, WhatsApp, pagamenti rapidi.
4- Se il tuo sito è pessimo da smartphone… forse lo sconto Booking è l’unico modo per non perdere quel cliente.
Conclusione
La tariffa mobile di Booking non è il male.
Ma non è nemmeno la bacchetta magica per riempire camere.
Come sempre: va misurata, testata, contestualizzata.
Perché vendere camere a sconto è facile.
Vendere bene è un’altra storia.
Post volutamente ironico e un po’ provocatorio, giusto per farci due domande su dove finiscono i tuoi sconti… e i tuoi margini!
Hai mai attivato la tariffa mobile?
Incremento reale o “fuffa da dashboard”?

