Diciamolo: mettere l’over commission alle OTA è uno di quegli argomenti da litigata assicurata.
C’è chi urla “Mai! Erosione di margine!”
E chi lo usa (di nascosto) per riempire camere quando serve.
Come sempre: la risposta giusta è dipende.
Ma dipende da cosa?
A cosa serve l’over commission?
L’over commission è uno strumento di visibilità:
paghi una percentuale in più a Booking, Expedia & co. per salire di posizione o ottenere più esposizione.
Funziona?
Sì, se:
1- hai bisogno di spinta extra in periodi di bassa domanda
2- vuoi dare una “botta di visibilità” su date specifiche
3- il tuo tasso di disintermediazione non è abbastanza alto e hai bisogno di vendere
Quando non ha senso?
Quando diventa la regola.
Se fai over commission tutto l’anno, stai solo regalando soldi alle OTA e perdi margine senza strategia.
Quando non lo controlli.
Se non fai previsioni di pick-up e pacing, rischi di avere camere piene… ma margini strizzati.
Mini checklist per farlo bene
1- Usalo a finestra corta: 1-2 settimane di boost, non 12 mesi.
2- Monitora se l’extra commissione ti porta prenotazioni incrementali (o se ti avrebbe comunque riempito).
3- Applica a periodi deboli, non all’altissima stagione.
4- Verifica che l’ADR non si abbassi troppo per competere nel ranking.
5- Misura il ROI: più visibilità non è sempre più utile, se i costi superano i benefici.
Alternativa? Costruisci la tua spinta
Lavora sul diretto: campagne brand, metasearch, CRM.
Migliora la scheda OTA: foto, recensioni, contenuti ottimizzati.
Usa l’over commission come ultima leva, non come stampella fissa.
Conclusione
L’over commission non è Satana: è uno strumento.
Come tutti gli strumenti, può aiutarti a vendere di più se lo usi con testa, non come abbonamento perpetuo per farti “tenere su” dalle OTA.
E tu? L’hai mai usata?
Hai visto ROI positivi o solo margine perso?

