The Blog of Gianluca Piemonte

Revenue & Software per hotel di successo

Over commission: diavolo o alleato?

OTA e Over Commission

Diciamolo: mettere l’over commission alle OTA è uno di quegli argomenti da litigata assicurata.

C’è chi urla “Mai! Erosione di margine!”

E chi lo usa (di nascosto) per riempire camere quando serve.

Come sempre: la risposta giusta è dipende.

Ma dipende da cosa?

📌 A cosa serve l’over commission?

L’over commission è uno strumento di visibilità:

paghi una percentuale in più a Booking, Expedia & co. per salire di posizione o ottenere più esposizione.

Funziona?

Sì, se:

1- hai bisogno di spinta extra in periodi di bassa domanda

2- vuoi dare una “botta di visibilità” su date specifiche

3- il tuo tasso di disintermediazione non è abbastanza alto e hai bisogno di vendere

⚡ Quando non ha senso?

Quando diventa la regola.

Se fai over commission tutto l’anno, stai solo regalando soldi alle OTA e perdi margine senza strategia.

Quando non lo controlli.

Se non fai previsioni di pick-up e pacing, rischi di avere camere piene… ma margini strizzati.

✅ Mini checklist per farlo bene

1- Usalo a finestra corta: 1-2 settimane di boost, non 12 mesi.

2- Monitora se l’extra commissione ti porta prenotazioni incrementali (o se ti avrebbe comunque riempito).

3- Applica a periodi deboli, non all’altissima stagione.

4- Verifica che l’ADR non si abbassi troppo per competere nel ranking.

5- Misura il ROI: più visibilità non è sempre più utile, se i costi superano i benefici.

🔑 Alternativa? Costruisci la tua spinta

Lavora sul diretto: campagne brand, metasearch, CRM.

Migliora la scheda OTA: foto, recensioni, contenuti ottimizzati.

Usa l’over commission come ultima leva, non come stampella fissa.

🚀 Conclusione

L’over commission non è Satana: è uno strumento.

Come tutti gli strumenti, può aiutarti a vendere di più se lo usi con testa, non come abbonamento perpetuo per farti “tenere su” dalle OTA.

👉 E tu? L’hai mai usata?

Hai visto ROI positivi o solo margine perso?