Ho appena letto un articolo di BeSafe Rate dove si parla di tassi di riempimento e mi trova pienamente d’accordo:
il tasso di riempimento è quella metrica che fa brillare l’ego, ma non sempre fa crescere il conto in banca.
E allora la domanda è semplice:
Che senso ha vendere tanto se poi vendi a meno?
Molti albergatori inseguono l’occupazione piena per sentirsi “al sicuro”:
“Meglio la camera venduta a 50€ che vuota a 0€”.
Peccato che, nel lungo periodo, questa mentalità porta a:
Erosione del prezzo medio
Margini compressi
Clientela mordi e fuggi
Valore percepito in discesa
L’alternativa?
Come giustamente scrive BeSafe Rate:
Differenziare l’offerta, sfruttando anche le tariffe prepagate, assicurate, rateizzate, quello che vi pare, i prodotti esistono e vanno sfruttati
Ridurre le cancellazioni last-minute senza svendere
Posizionare le tariffe dove serve, seguendo una vera strategia di revenue
Aumentare la percezione di valore e la fiducia dell’ospite
Occupazione alta fa bene all’ego.
RevPAR sano fa bene al conto in banca.
(Post volutamente provocatorio, ma con un messaggio chiaro: non confondere camere piene con conti correnti pieni.)
E tu, caro albergatore?
Ti senti più rassicurato dal 100% di occupazione o da un RevPar “serio”?
E grazie a BeSafe per aver riacceso il tema!

