Tutti parlano di RevPAR.
Camere vendute, camere libere, ADR, occupazione… le solite metriche.
Peccato che la verità sia questa:
Puoi avere un RevPAR da urlo e intanto lasciare soldi sul tavolo.
Come? Semplice: se pensi solo alle camere, ti dimentichi tutto il resto.
E qui entra in gioco il TREVPAR
(Total Revenue Per Available Room)
La formula è semplice:
Tutti i ricavi diviso tutte le camere disponibili.
Non solo “quanto incassi con le camere”, ma quanto incassi in totale grazie a quelle camere occupate.
Facciamo un esempio?
Hotel A: RevPAR 100€, TREVPAR 110€.
Hotel B: RevPAR 100€, TREVPAR 180€.
Indovina chi sta sfruttando meglio ogni camera?
Spoiler: non è l’Hotel A.
Perché è importante?
– Ti obbliga a guardare anche i ricavi ancillari: colazione, bar, ristorante, spa, parcheggio, late check-out…
– Ti fa capire se le camere sono davvero “produttive” o sono occupate da clienti che non comprano nulla.
– Ti costringe a ragionare in ottica cross-selling e up-selling, non solo riempire letti a prezzi bassi.
Dove sta la fregatura?
Il TREVPAR è bello solo se i dati sono giusti.
Se sul gestionale hai tutto mescolato — camere, pasti, extra — senza centri di ricavo separati…
Auguri. Ti illudi di “misurare” ma non stai vedendo niente.
E no, non puoi farlo “a spanne”.
Serve configurare bene il PMS, far parlare i sistemi tra loro, tracciare bene gli extra.
Quindi?
RevPAR: bene.
TREVPAR: meglio.
TREVPAR reale, basato su dati puliti: la differenza tra chi riempie letti e chi riempie il conto corrente.
(Post volutamente tecnico ma anche un po’ provocatorio.)
E tu? Guardi davvero il TREVPAR o ti accontenti di sapere quante camere hai venduto?

